Il recente colpo grosso fatto con l’acquisizione di Bethesda Softworks e l’intero gruppo ZeniMax non era che l’inizio. Microsoft come una Disney dei videogiochi si prepara ad inglobare un altro pesce di notevoli dimensioni nella sua pancia di balena.

La trattativa

Secondo il Wall Street Journal Discord, la piattaforma di messaggistica istantanea più usata dai gamer, sembra essere in trattativa per l’acquisizione proprio col colosso americano. Sul tavolo si troverebbero già le offerte dei mostri sacri dell’industria online e del gaming come Amazon ed Epic Games. Sembra però che in vantaggio ci sia la casa di Redmond dopo settimane dove l’accordo è stato affinato da entrambe le parti.

Il prezzo

Pare infatti che Microsoft sia disposta a pagare l’affare ben 10 miliardi di dollari, ovvero 3 miliardi in più del suo valore di mercato. In questo modo potranno chiudere la trattativa il più in fretta possibile, le voci dicono entro il prossimo mese al massimo. L’esborso sarebbe addirittura superiore in prezzo ai 7,5 miliardi spesi recentemente per il gruppo ZeniMax, notizia che ha creato a suo tempo una grande risonanza nel settore. Proprio per la cifra esorbitante questo affare diventerebbe, se ufficialmente portato a termine, l’acquisto più importante a livello monetario della società dai tempi di LinkedIn.

Il contratto permetterebbe a Microsoft di sviluppare ancora di più il suo lato servizi, direzione ormai consolidata come obbiettivo per la major. Probabilmente includerà la versione a pagamento (Nitro) di Discord e le sue funzioni nel Xbox Game Pass, ormai punta di diamante del ecosistema Microsoft su PC, console e mobile.

Ovviamente Discord gioverebbe delle possibilità finanziarie e dei miglioramenti che un leader del settore potrebbe apportare al suo prodotto, anche se per ora è improbabile che l’applicazione diventi esclusiva del circuito di servizi Microsoft. Quindi continuerà ad essere disponibile su tutte le piattaforme ma con un probabile particolare riguardo e attenzione per le infrastrutture Xbox.

Fonte: Wall Street Journal