Il disastro umanitario ha messo in ginocchio realtà piccole e grandi. Questo è il caso di TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), fabbricatore di wafer e fornitore di chip. La lista dei clienti dell’azienda porta nomi come Intel, AMD, Nvidia e molte altre realtà molto conosciute nel mondo della tecnologia. Il produttore taiwanese avvisa che la massiccia domanda da parte di OEM e consumatori sta diventando impossibile da soddisfare.

Esempio di un wafer di TSMC
Esempio di un wafer di TSMC

Nvidia e Intel si uniscono a TSMC

Colossi come Intel e Nvidia si sono uniti agli avvertimenti per gli investitori e per l’utenza. Affermano che l’aumento dei prezzi è dovuto all’assenza di chip. “La domanda continua a essere elevata” dice il CEO di TSMC, CC Wei, con la speranza che di poter supportare i clienti a partire dal 2023.

Secondo il CEO di Intel, Pat Gelsinger, “ci vorranno un paio d’anni” per tornare ai ritmi di produzione antecedenti alla crisi mondiale causata dal Covid-19. Questo problema ha colpito anche case automobilistiche, produttori di console (come Sony e Microsoft), Personal Computer, laptop e tanti altri settori che basano il proprio prodotto sulla tecnologia. Ogni realtà si è dovuta adeguare ai ritmi attuali ridimensionando la produzione.

Il CFO di Nvidia, Colette Kress, sostiene che “la domanda continuerà a superare l’offerta per gran parte di quest’anno” fino al primo trimestre fiscale del 2022. La sua intenzione è quella uscire dal brutto periodo attuale attraverso “un’offerta sufficiente per supportare la crescente richiesta di pezzi“.

Rimedi

TSMC, in primis, ha deciso di aumentare gli investimenti nel tentativo di rimediare al disagio globale. La soluzione dell’azienda è mediante una somma di 100 miliardi di dollari per la costruzione di nuovi stabilimenti a Taiwan, USA e Europa.

Fonti: Ars Techica, Washington Post, Bloomberg, Everyeye